SQUIZITO

“A che oura arival Squizito? Perché me a mezdè e mez a voi magner!” Il mio ricordo di Natale è questo, il nonno Otello che chiede l’ora di arrivo di mia sorella e del suo ex marito, chiamato dal nonno Squizito. Il soprannome deriva dal fatto che, essendo lui di famiglia molto benestante e di origine ligure, non parlava come noi campagnoli bolognesi con la esse molto pronunciata, aveva una dizione perfetta, faceva sempre i complimenti alla nonna per la sua cucina e ripeteva continuamente “squizito”. Lui e mia sorella ritardatari cronici potevano arrivare anche alle due del pomeriggio, ma Otello non transigeva: alle 12.30 a tavola! E Squizito là d’ariver in ureri sal vol magner!!!

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Giorno 1

  • Oggi non si riceve. Frase che il mio nonno Otello, classe 1897, pronunciava le mattine in cui si alzava di cattivo umore. Metteva, tutti noi della famiglia, al corrente del fatto che non voleva essere disturbato. Ho sempre pensato che fosse una frase gentile e delicata, una affettuosità nei nostri confronti; voleva evitare di risponderci male o di essere sgarbato, “non ricevo” non disturbatemi. Tanti giorni la vorrei dire io questa frase, e molte volte la dico, e mentre la pronuncio sono sicura che il nonnone da lassù sorride! Oggi é un giorno di quelli…